Uomini e donne

Lavoro spesso con giovani donne, che ad un certo punto della loro vita non sanno più cosa vogliono, iniziano ansia e attacchi di panico, sono insoddisfatte sul lavoro e infelici nella vita personale.

Apparentemente hanno tutto e invece mi dicono “non so più cosa fare della mia vita”.

Appena inizio ad approfondire un po’, eccolo lì, il filo sottile che le lega tutte, la paura di sbagliare, il senso di inadeguatezza, la sensazione di giudizio incombente da parte delle persone vicine, la consapevolezza che essere se stesse è un lavoro troppo faticoso, perché alle donne spesso mancano il rispetto e la libertà, quella vera.

Non scrivo quasi mai di fatti di cronaca, ma il brutale omicidio di Giulia Cecchettin, così vicino a noi, nel ricco Veneto, in un ambito di famiglie “normali”, me lo impone, perché tacere non è più tollerabile.

Molto è stato detto, in questi giorni, da più parti, ed è inutile che io ribadisca alle ragazze di stare attente o ai violenti di farsi aiutare. Io oggi vorrei parlare agli uomini di buona volontà, ai colleghi, agli amici e familiari, ai mariti che non farebbero del male ad una mosca ma che a volte non si rendono conto che per umiliare una donna non serve picchiarla.

Carissimi ragazzi e uomini, volete aiutare noi ragazze e donne a vivere in un mondo migliore, per tutti, anche per voi?

Eccovi allora un po’ di occasioni in cui potete fare la differenza, col sorriso, perché mi piacete e vi voglio dare una mano:

  • Smettete di ridere alle barzellette e alle battutine sessiste dei vostri amici maschi, non c’è proprio nulla da ridere nell’umiliare il genere a cui appartengono la vostra compagna, vostra madre, vostra figlia… vi pare?
  • Smettetela di fischiare alle ragazze, so che adesso va di moda anche nei luoghi chiusi e non solo per strada, ma ormai ai fischi non rispondono più neanche i cani, vi rendete solo ridicoli e non ottenete lo scopo, molto meglio un saluto gentile!
  • Ditelo ai vostri colleghi che l’indice di scopabilità delle colleghe non è statistica ma un giochino da cretini, neanche aveste tredici anni e gli ormoni impazziti!
  • Evitate toccatine indesiderate per sbaglio o per scherzo alle donne, specie nei luoghi pubblici (non è mai né uno sbaglio né uno scherzo e lo sapete benissimo)
  • Siate gentili con le donne, con tutte, non solo con la figlia del titolare ma anche con la signora delle pulizie, con la cameriera, con la commessa del negozio, con chiunque vi renda un servizio. Per favore e grazie sono sufficienti, è facile, potete riuscirci, ne sono sicura.
  • Se vi chiamano dottore e l’università l’avete vista solo una volta alla laurea di vostra cugina, ditelo! Non c’è nulla di male ad aver iniziato a lavorare presto, l’interlocutore apprezzerà la vostra sincerità e vi classificherà come persona affidabile, se è un cliente avrete tutto da guadagnarci!
  • Se invece la vostra collega o collaboratrice è laureata, presentatela come dottoressa Rossi, non come Susanna o Mariella, non c’è nulla di male neanche ad avere in azienda donne più colte di voi, anzi potreste approfittarne per imparare qualcosa che non sapete.
  • Se tra colleghi maschi vi chiamate per cognome, fate lo stesso con le colleghe, chiamarle per nome le sminuisce, lo sapevate? Certo che lo sapevate, lo sapete benissimo, smettetela e basta.
  • Evitate i finti complimenti che alludono a qualcos’altro, vi serve proprio un esempio? “Che bella camicetta” è uno di questi, piuttosto complimentatevi per come la vostra collega ha gestito un progetto o per i nuovi clienti che ha acquisito, guadagnerete facilmente dei punti preziosi!
  • Se siete voi a decidere chi assumere, assumete in base al merito, non scartate la ragazza con il cv migliore perché forse in un futuro indefinito potrebbe avere un figlio. Potrebbe anche non averlo e voi col vostro pregiudizio avreste perso la persona migliore per quel ruolo in azienda.
  • Se siete bravissimi e avete deciso di assumere la ragazza, fate l’ultimo passettino: pagatela come avreste fatto con il ragazzo, non vi deluderà!

E ora concludo con il suggerimento d’oro per tutti coloro che vivono con una donna, nella stessa casa:

  • Smettete subito di aiutare! E smettete subito di vantarvi di aiutare! E smettete di sentirvi dei supereroi perché aiutate!

Vi rivelo il segreto dei segreti: aiutare significa fare qualcosa che dovrebbe fare lei ma per pietà fate un po’ anche voi perché la poverina da sola non ce la fa!

Se vivete nella stessa casa anche voi calpestate il pavimento, mangiate, usate il bagno, sporcate i vestiti, giusto?

Quindi iniziate a fare la vostra parte, potete svuotare la lavastoviglie, stirarvi una camicia e pulire il bagno senza alcun rischio per la vostra virilità, ve lo prometto! E se avete dei figli date l’esempio e coinvolgeteli per ciò che possono fare in casa, maschi e femmine, senza distinzione.

Lo so che adesso non ve ne rendete conto, ma insegnare a vostro figlio maschio ad essere autonomo gli darà in futuro la libertà di cercarsi una compagna di vita e non una serva.

E scusate se è poco!

LinkedIn