Tutto ciò che hai sempre desiderato è dall’altra parte della paura

Per quanto possiamo sentirci stanchi, dopo due anni di pandemia, in questo periodo di tempo tutti noi, anche se non ne siamo ancora consapevoli, abbiamo sviluppato forza, resilienza, coraggio, capacità di adattamento e di cambiamento.

Siamo stati costretti dal virus a stravolgere le nostre abitudini, abbiamo avuto paura, abbiamo sofferto per la malattia nostra o delle persone a noi care, molti di noi hanno dovuto subire perdite molto pesanti, sia in termini economici che umani.

E se oggi molte persone sono ancora arrabbiate o spaventate, il che è la stessa cosa, perché la rabbia è un’emozione che nasce sempre dalla paura (sono arrabbiato perché ho paura di non riuscire a gestire una certa situazione, mi arrabbio con qualcuno perché non riesco a gestire il suo comportamento e ho paura di ciò che potrebbe succedere…), vedo con piacere che molte persone ce la stanno facendo, che hanno trovato in sé risorse che non pensavano di avere, che hanno messo in discussione la vita di prima, che stanno sperimentando cose nuove, che hanno modificato abitudini dannose, che vivono con maggiore intensità le piccole gioie della vita quotidiana.

La maggior parte di noi ha imparato a convivere con la paura diventando più coraggiosa, a gestire il cambiamento diventando più flessibile, a superare l’incertezza sviluppando pazienza e resilienza.

“Tutto ciò che hai sempre desiderato è dall’altra parte della paura” diceva George Adair, perciò iniziamo ad avere fiducia nelle nostre capacità, la vita non è mai qualcosa di statico, ma è sempre in divenire, non sappiamo ciò che ci aspetta in futuro ma ora, anche grazie alla pandemia, abbiamo capito che con il giusto atteggiamento ce la possiamo fare!

Concentriamoci su ciò che è in nostro potere e liberiamo la mente dai problemi sui quali non possiamo esercitare alcuna influenza, dalle polemiche inutili, dalle prese di posizione che non ci portano alcun beneficio! Focalizziamoci su ciò che realmente possiamo fare di utile per noi e per la nostra comunità di riferimento, famiglia, scuola, ufficio, amici… e proviamo per un attimo ad essere semplicemente grati perché siamo ancora qui, sopravvissuti rispetto ai milioni di persone che a causa del Covid hanno perso il bene più prezioso, la vita!

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